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    E fusione fredda fu...
    Posted by Fabio on Venerdì, 08 aprile @ 00:04:29 CEST
    FISICA QUANTISTICA
    Da quando Fleischmann e Pons nel lontano 1989 annunciarono di aver scoperto la "fusione nucleare fredda" è passato molto tempo. La comunità scientifica avanzò molti dubbi sulla loro scoperta lasciando ad intendere che sospettavano che si trattasse di una bufala; successivamente la fusione fredda venne dapprima ridimensionata, poi ridicolizzata ed infine messa nel dimenticatoio. Ma altri hanno continuato sulla strada tracciata dai due pionieri americani, ed oggi c'è chi afferma di esserci riuscito davvero. E' l'ingegnere Andrea Rossi che asserisce di aver realizzato un reattore in grado di produrre 13 volte l'energia immessa (da 330 W a 4,4 KW). E ci sarebbero dei fisici svedesi a dargli ragione...

    In un mondo affamato di energia, scoprire un modo per produrne tanta e a basso costo può apparire come l'uovo di Colombo.
    Quando nell'89 arrivò la notizia della fusione fredda sembrava la svolta, ma poi le verifiche condotte sembravano ridimensionare il fenomeno ad una semplice reazione chimica.
    Ma ci sono molti che non hanno creduto a questa versione e ciononostante hanno continuato a condurre esperimenti su quest'argomento.
    Non è trascurabile il numero di fisici che asserisce che nella fusione fredda ci sia un fondo di verità, ma le energie prodotte sono troppo piccole per poter valutare in modo obiettivo questi fenomeni.
    Le cose però non starebbero in questo modo per l'ingegner Andrea Rossi che avrebbe costruito un reattore che sfrutterebbe il Nichel insieme all'idrogeno.
    Iniettando all'interno un'energia elettrica di 330 W emergerebbero 4,4 KW dall'altra parte.
    Se quindi una parte di questa energia prodotta in uscita fosse utilizzata come energia elettrica da riportare all'ingresso del sistema stesso, l'intero sistema si autososterrebbe.
    A detta di Rossi, al termine del processo si osserverebbe una trasformazione del nichel in rame.
    Questa trasformazione sarebbe la spia principale che nel reattore sarebbero avvenute delle reazioni nucleari.
    L'ingegner Andrea Rossi e il fisico Sergio Focardi, e gli altri collaboratori, avrebbero fornito diverse dimostrazioni di cui una all'Università di Bologna ed un'altra a due fisici svedesi (Sven Kullander e vHanno Essén) i quali dopo aver attentamente esaminato il reattore (nei limiti concessi dall'inventore che ne protegge il brevetto) hanno potuto constatare che il fenomeno sarebbe autentico e che non ci sarebbe nessun imbroglio apparente.
    Anzi la cosa sta evolvendo al punto tale che ci sarebbero degli investitori che avrebbero dato credito all'ing.
    Rossi pagando per i diritto di uso del brevetto finalizzati alla costruzione di una centrale da 1 MW che dovrebbe essere realizzata entro ottobre in Grecia.
    Insomma se il tutto fosse una burla, sarebbe stata ben architettata, anche perché avrebbe tratto in inganno Sven Kullander, che oltre ad essere un buon fisico, è anche presidente del Skeptics Society svedese (l'equivalente del CICAP italiano) e che pertanto dovrebbe saperla lunga nel lavoro di smascherare gli imbroglioni, soprattutto in ambito della fisica.
    Il tutto lascia pensare che con molta probabilità, dovrebbe essere tutto vero.
    Ma a questo punto sorge una domanda.
    Com'è possibile? Secondo la fisica tradizionale la fusione può avvenire solo a temperature di 14.000.000 di gradi centigradi.
    Come si spiega questo fatto? Lo stesso Rossi non fa mistero di aver "abbozzato" un'ipotesi per giustificare quello che accade lì dentro, ed ha aggiunto che il processo necessita di ulteriori studi ed approfondimenti.
    Quindi, anche l'inventore di questo reattore non conosce bene la dinamica del fenomeno, ma si basa su ipotesi fragili (il fatto che egli stesso dica che è necessario studiarci su ancora molto, dovrebbe indicare che le ipotesi da lui avanzate insieme alla sua equipe, non spieghino completamente il fenomeno o che abbia parecchi punti oscuri).
    Probabilmente si tratta più di una scoperta empirica che resta in attesa che vengano sviluppate le sue basi teoriche.
    Fin qui non abbiamo detto né più e né meno di quanto i lettori non possano trovare su altri siti.
    Ma noi di Fisicamente.
    it, nel pubblicare una notizia, amiamo distinguerci, mettendoci del nostro.
    Su quest'argomento possiamo dire che il modello nucleare che stiamo rivisitando prevede la possibilità di una fusione fredda e va anche oltre.
    I lettori possono trovare qualcosa di simile nel capitolo "Luce e Materia" già pubblicato su questo sito.
    Dobbiamo però avvertirvi che questa versione on-line contiene un'errore che invalida tutte le nostre conclusioni pubblicate sul sito.
    Aggiungiamo però che avendo notato l'errore c'abbiamo lavorato su per molto tempo ed ora finalmente la teoria rivista e corretta funziona perfettamente, anzi è così sorprendentemente lineare da spiegare tutti i fenomeni osservati nel modello standard.
    Prevede anch'essa l'esistenza di una particella con le caratteristiche identiche al bosone di Higgs, ma non con lo stesso significato fisico.
    Anticipiamo ai lettori che nel nostro modello, il bosone di Higgs deve esistere, ma non come conseguenza del campo di Higgs; nel nostro modello non è lui la causa della massa! Nel nostro modello il "presunto bosone di Higgs" altro non è che il bosone Z osservato in un "tempuscolo" di gran lunga più piccolo a quello necessario per osservare il bosone Z.
    Cioè il bosone di Higgs esisterebbe per un tempo estremamente breve per poi trasformarsi istantaneamente in un bosone Z, ma senza implicazioni particolari.
    Ma questo lo potrete approfondire quando pubblicheremo la nuova versione del nostro libro.
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